03/11/2007

Robin Hood di se stesso

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Le piccole e medie imprese sono il cardine del mercato in Italia; aziende a conduzione familiare che da anni si tramandano i segreti dei loro successi, o imprese di dimensioni modeste che puntano sulla qualità dei loro prodotti per restare sul mercato dovrebbero avere maggior considerazione da parte dei governi in carica; le evasioni fiscali vanno certamente punite, ma in generale i danni più grossi provengono o da multinazionali, o da industrie molto grandi; i recenti scandali Cirio, Parmalat, banche e immobilieri bollati come furbetti del quartierino ne sono il classico esempio. Mi ha molto colpito la vicenda del Sig. Enzo Rossi, un imprenditore marchigiano di Campofilone in povincia di Ascoli Piceno, il quale ha provato a vivere con lo stipendio di 1000 euro al mese che passa ai suoi dipendenti e si è dovuto arrendere al ventesimo giorno, rimanendo con soli 20 euro, pur cercando di razionalizzare al massimo le uscite familiari. Questo Signore ha dunque deciso di aumentare di 200 euro lo stipendio ai lavoratori, rendendosi conto che con l'attuale mensilità sarebbero state troppe le difficoltà da parte degli stessi operai nell'arrivare a fine mese. Credo che se una persona riesce a mandare avanti la sua azienda ottenendo buoni risultati in termini di utili ha tutto il diritto di vivere da benestante; molto difficile, se non impossibile, trovare qualcuno che questi utili li divide con i propri dipendenti. Il governo dovrebbe andare a trovare Enzo Rossi, fare pubblicità al suo pastificio e capire che queste iniziative dovrebbero nascere anche contando su degli sgravi fiscali appositamente studiati, e non da iniziative personali. Anche perchè è probabile che aumentando i costi l'azienda di Enzo sia meno competitiva, dovendo magari ricaricare sul prodotto finito i costi dovuti all'aumento salariale.

Di contro vediamo che la Fiat, tornata agli antichi splendori, si propone volontaria per un aumento di 30 euro mensili per i suoi lavoratori, quando c'è una contrattazione in corso per arrivare a circa 117 euro di aumento; ovviamente l'uscita dei vertici Fiat ha fatto gridare all'ammutinamento i sindacati, forse per paura di perdere il loro potere di contrattazione; la Fiat dall'altro lato cerca di allungare il contentino agli operai, molto probabilmente facendo leva sul fatto '' meglio pochi e subito che forse un pò di più ma non si sa da quando''. Stiamo parlando di un'industria che fino a tempi recenti usufruiva di sovvenzioni statali; e al Sig. Enzo Rossi nessuno è andato incontro; anzi, a nessun Sig. Rossi imprenditore di buona volontà nessuno va incontro.

20/10/2007

Un colpo al cerchio e uno alla botte

29ebec132c6e002f539cfbe0dc3e2729.jpgL'argomento della settimana non può che essere il disegno di legge presentato dal dipendente Levi, sottosegretario alla presidenza del cosiglio, inerente alla proposta di riforma sull'editoria italiana, che prevede l'obbligo di registazione ad un apposito registro l'apertura di un blog; apparte il fatto che non capisco perchè la presidenza del consiglio debba avere un sottosegretario(il che mi porta alla conclusione che esiste altresì la figura di un segretario); è un modo elegante per dire '' ho bisogno di imboscarmi nela pubblica amministrazione e un bel posto da sottosegretario mi torna proprio comodo). Secondo questo signore io, Alberto Belli, dovrei pagare un bollo, iscrivermi ad un registro, fare una trafila lunga chissà quanto, per cosa? Per certificare quello che scrivo e quello che penso? Ho 29 anni, sono evidentemente maggiorenne e capace di intendere e di volere, e rispondo io e soltanto io di quello che scrivo, non ho bisogno di nessun comitato dei miei coglioni che mi controlli dopo avermi fatto pagare; quantomeno, se mi fai pagare, almento fammi scrivere quello che mi pare!

Succederà che ovviamente la maggior parte dei blog chiuderà; io sul mio scrivo se e quando ne ho voglia, non pretendo niente se non di interagire con altri persone che possono insegnarmi qualcosa, e viceversa; non ho ne il tempo ne la voglia di sbattermi per tenere in piedi qualcosa che mi spetta di diritto, la libertà. Pensandoci bene Levi ha ben studiato la faccenda: se vorrò sopravvivere dovrò appoggiarmi ad un editore, con doppio effetto: non potrò scrivere quello che voglio ma quello che mi viene imposto, rafforzando così i soliti noti dell'informazione fasulla all'italiana e privandomi della possibilità di cercare la notizia da uno qualsiasi come me che dice il vero invece che cercare la stessa notizia su un sito di un giornale che parla per bocca di altri, e che vedrebbe magari le sue visite aumentare, con maggiori introiti di pubblicità. Quindi ci si sbarazza dei portatori sani di verità e si rafforza il falso, rappresentato in primis dall'ordine dei giornalisti, da abolire il prima possibile come scrivevo alcuni gorni or sono. Levi afferma che lo Stato ''impegna somme importanti a sostegno dell'editoria italiana'' e quindi una riforma in tal senso deve essere approvata; sono daccorso,ma in senso opposto: devono essere tolti i finanziamenti ai giornali, ecco la vera riforma utile che serve, non tappare la bocca a chi vuole parlare liberamente, tranquillamente e senza alzare la voce tramite la rete. Vuoi te Levi giustificare le sovvenzioni ai giornali?; benissimo, allora leggiteli te quei giornali e a noi lasciaci in pace; il solo torto che possiamo avere è quello di non voler essere legati a nessuno, di non essere parte di nessuna lobby del cazzo e di voler rimanere liberi.